Bruno Munari. L’artista per i bambini

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Uno sguardo all’artista che ha rivoluzionato il mondo dell’infanzia

Ognuno conosce un Munari diverso Verbale scritto, 1991

Bruno Munari è stato uno dei massimi protagonisti dell’arte del ventesimo secolo. E’ stato designer, per tre volte Compasso d’Oro, pittore, grafico, editore e pedagogista. Una figura poliedrica che risulta difficile racchiudere in un’unica definizione. Cercheremo dunque di focalizzarci sui suoi lavori legati al mondo dell’infanzia grazie ai quali, nel 1986, gli è stato assegnato il Premio Lego “per il suo eccezionale contributo allo sviluppo e alla creatività nei bambini”.

Gioco e polisensorialità in Bruno Munari

Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita, vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire, la voglia di comunicare (Bruno Munari, 1988)

Questo è il pensiero che ha guidato gli studi di Munari sull’apprendimento dell’età infantile, studi dai quali scaturirà il suo concetto di gioco, l’unico vero strumento che il bambino ha durante suoi anni di sviluppo per conoscere davvero l’ambiente in cui vive. “La conoscenza della realtà che ci circonda avviene istintivamente, mediante quelle attività che gli adulti chiamano gioco. Tutti i recettori sensoriali sono aperti per ricevere dati”. E’ attraverso il gioco che il bambino acquisisce le informazioni che gli serviranno da adulto, sviluppa tutti i suoi sensi e avrà un rapporto autentico con l’ambiente. Vista, tatto, gusto, udito e olfatto sono i canali con i quali il bambino impara a memorizzare tutto ciò che di nuovo gli si presenta e non esiste altro metodo oltre al gioco per stimolarli. Questa è l’idea alla base di molte sue creazioni dedicate all’infanzia.

I suoi giochi, realizzati in collaborazione con Enzo Mari, sono frutto di accurati studi sulla percezione del mondo da parte dei bambini. Sono più di un semplice oggetto, poiché lasciano al bambino la possibilità di dare infinite interpretazioni a ciò che vede e sente, di accrescere la propria fantasia, di conoscere e di imparare.

I famosi Gatto Meo Romeo (1949) e Scimmietta Zìzì (1953) sono dei giocattoli in gomma piuma, all’epoca nuovo materiale industriale, con all’interno dei fili di ferro che permettono al bambino di far assumere al pupazzo diverse posizioni.

gatto meo- omeo munari

I prelibri e i libri illeggibili

prelibri bruno munariIl linguaggio tattile è la prima forma di comunicazione del bambino. Su ciò si è basato Bruno Munari quando nel 1979 ha progettato i prelibri. Dodici piccoli libri quadrati, senza scritte, chiamati così proprio perché sono pensati per bambini che ancora non hanno imparato a leggere.

Ognuno di questi libri ha come titolo la parola LIBRO ed è realizzato con un materiale diverso (carta e cartoncino, stoffa, plastica, legno o spugna): lo scopo è creare un campionario che stimolerà le sensazioni tattilidel bambino e contemporaneamente lo porterà ad apprezzare i libri veri e propri. In collaborazione con Marco Ferrari, nel 1993 progetta il Libroletto, un libro abitabile, le cui pagine sono formate da cuscini di 70cm per lato realizzati con diversi materiali.

A differenza dei prelibri, presenta delle brevi frasi sui bordi di ogni cuscino, senza un inizio o una fine in modo che i bambini possono staccare i cuscini e comporre storie nuove.

I laboratori per bambini

laboratorio munariNel 1977 è stato presentato alla Pinacoteca di Milano il primo laboratorio per bambini. In questo spazio, i bambini erano liberi di lasciarsi ispirare dalle opere esposte al museo e giocare con pennelli e tempere. Come per i giochi, lo scopo dei laboratori basati sul metodo Munari è far si che il bambino impari tramite la stimolazione di tutti e cinque i sensi. Non è semplicemente ascoltando che il bambino apprende, ma mettendoci mano in prima persona.

Nessun adulto propone al bambino idee su cosa creare, ma tutto nasce dalla sperimentazione che lo coinvolge direttamente, secondo il motto che caratterizzava anche il pensiero di Maria Montessori “Aiutami a fare da me”.

Il laboratorio è un luogo in cui il gioco è lo strumento per accrescere la creatività del bambino, per portarlo a sperimentare, scoprire e conoscere, in modo autonomo e completamente libero. Ciò che sperava Munari è che così il bambino saprà diventare un adulto sempre attento, pronto a imparare cose nuove. In un certo senso, un adulto migliore.

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