Le designers che hanno reinventato il cartone si raccontano

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Vi ricordate la nostra conversazione intrapresa con Arianna Filippini e Federica Ravera, le designer di Eco&You? L’intervista continua qui sotto!

Uno dei vostri motti è “vivere l’arredo”, che cosa intendete nello specifico?

Federica – Il mobile non è solo un oggetto, ma è qualcosa che entra nel nostro spazio, ci appartiene e mostra agli altri una parte del nostro carattere. Abbiamo dunque cercato di creare una linea di prodotti, sia per gli ambienti lavorativi che domestici, personalizzabili, pratici e funzionali, pensati per “vivere il nostro arredo”. Hanno un costo accessibile e possiamo utilizzarli senza il timore di rovinarli! Inoltre gli abbiamo disegnati per stimolare la fantasia del cliente, che non solo può personalizzarli, ma può anche adattarli al proprio ambiente componendoli in base alle proprie esigenze.

Quindi non vi occupate solo di prodotti destinati ai bambini?

Arianna – Certo, abbiamo molte linee destinate agli adulti. Per esempio abbiamo creato la linea di mobili modulari eco-sostenibili di cartone, adatti non solo per la casa e l’ufficio, ma anche per arredare negozi, allestire vetrine e creare espositori personali. Ci siamo ispirate all’eco-design, pensando ad una soluzione green esclusiva, che renda unico lo spazio, destinata ad un adulto consapevole dell’importanza di usare materiali che rispettino l’ambiente.

Parlando di soluzioni eco-sostenibili per arredare gli spazi, sia domestici che lavorativi, è dunque questo che distingue il vostro lavoro dagli altri competitors?

Federica – Non solo. Certo, nel nostro lavoro ci assicuriamo di lavorare su una materia prima assolutamente eco-sostenibile, ma ci sono altri fattori che ci contraddistinguono. In primo luogo cerchiamo di tornare ad un design democratico, perché crediamo che gli articoli di arredamento di qualità e di design debbano essere accessibili a tutti, quindi ci impegniamo a trovare modi più efficienti e convenienti per realizzare i nostri prodotti. In secondo luogo abbiamo una linea kids che nasce dai nostri interessi nei confronti del metodo Munari e del metodo Montessori, perciò siamo impegnate a sviluppare progetti attenti alla formazione e alla stimolazione creativa del bambino. Infine i nostri prodotti non hanno sostanze nocive, non presentano colle o altri materiali d’unione come le viti, ma sono tutti ad incastro con l’aiuto di clip che non richiedono altri strumenti di supporto.

Qual è il vostro prodotto preferito o quello a cui siete più affezionate?

Arianna – Siamo affezionate a tutti i nostri prodotti, che sono delle creazioni nostre, personali, a cui ci dedichiamo con passione. Tuttavia, se proprio dovessimo scegliere, probabilmente diremo i nostri primissimi articoli che hanno segnato l’inizio della nostra avventura: Bonita, una chaise-longue a forma di banana su cui sdraiarsi, Morgan, un colorato banco scuola su cui scrivere o disegnare, e Matisse, un mobile componibile e personalizzabile.

Il vostro sogno nel cassetto?

Arianna – L’abbiamo appena realizzato: la linea di giocattoli in cartone, studiata per stimolare l’immaginazione dei bambini e renderli fin da subito consapevoli dell’importanza del rispetto dell’ambiente. Abbiamo inventato dei simpatici amici in cartone, pensati per diventare dei mobili per la cameretta quando il bambino crescerà. Abbiamo creato anche Aglaia la casetta, perchè era un nostro sogno fin da bambine quello di giocare in uno spazio personale, in cui immaginare le più svariate avventure o nella quale semplicemente nascondersi dai genitori e confidare alle nostre amichette i nostri segreti!

Voi avete realizzato molti articoli di arredo, tra cui libreria, scrivanie, ma anche sedie e tavoli. Come li testate?

Federica – Noi siamo due designer industriali perciò abbiamo avuto una eccellente formazione sui materiali. Il cartone è la nostra passione, lo conosciamo profondamente in tutte le sue sfumature, e siamo perfettamente al corrente delle sue potenzialità. Attraverso i nostri studi sappiamo già quali siano i livelli di portabilità di ciò che costruiamo, ma per averne una certezza assoluta effettuiamo una serie di test e lo sottoponiamo a delle prove fisiche e meccaniche che ce lo confermino. Ad esempio gli sgabellini pensati per i bambini sostengono 50 kg, anche se potrebbero resistere in realtà a pesi superiori.

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