Perchè il cartone è una sfida?

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Quando Arianna Filippini e Federica Ravera sono entrate nel mondo del design, avevano un grande sogno, quello di creare un prodotto innovativo e versatile, a produzione industriale, dall’animo green, di buona qualità, adatto ai bambini e ad un costo accessibile.
Sembrava appunto un sogno fino a che non hanno capito che il cartone rappresentava la giusta soluzione.
Eppure fin dall’inizio il cartone si è presentato per loro come una sfida. Chi avrebbe immaginato che il cartone potesse reggere il peso dei libri o addirittura delle persone? Ecco che quindi Arianna e Federica si sono messe al lavoro, hanno studiato, progettato e soprattutto testato la resistenza, la durata e la solidità delle loro realizzazioni.
Sentiamo quindi dalle loro stesse parole come è nato il progetto Eco&You.

Collaborate da molto insieme?

Arianna – Ci siamo conosciute durante gli anni universitari alla facoltà di Design Industry a Brescia. Abbiamo lavorato insieme per numerosi progetti e concorsi. Insieme abbiamo maturato l’idea di creare qualcosa di nostro, un progetto che rispecchiasse la nostra idea di design accessibile ed educativo ed è per questo che per la tesi di laurea abbiamo presentato la nostra prima realizzazione dedicata ai bambini da cui poi ha preso il via tutto il resto.

Di cosa si trattava?

Arianna – Era un piccolo mobiletto in cartone che i bambini potevano realizzare insieme ai genitori, qualcosa di bello, utile ed ecologico che sottolineava l’importanza di responsabilizzare gli adulti del futuro su un tema a noi molto caro, la sostenibilità. Anche se devo ammettere, non è sempre facile far capire quanto il cartone sia un materiale fondamentale.

In che senso?

Arianna – Spesso purtroppo la gente crede che il cartone sia un materiale derivante dall’abbattimento incontrollato delle foreste ma non è assolutamente così. Il nostro cartone viene realizzato principalmente con carta riciclata, e nei rari casi quando deriva da carta vergine, è acquistato da cartiere che a loro volta hanno ottenuto la certificazione FSC che ci dà la garanzia che i rami e le cortecce utilizzati derivino a loro volta da foreste dove è stata fatta un’attenta selezione delle piante più vecchie o malate.

Quindi per produrre il cartone non si abbattono gli alberi?

Federica – Tecnicamente no, nel senso che il cartone quando deriva da carta vergine viene comunque ricavato dalla corteccia e dai rami della pianta e ad ogni modo , gli alberi vengono selezionati in base allo stato di salute del bosco dove appunto un disboscamento controllato porta un giovamento all’ecosistema ambientale.

Come siete passate da un progetto di tesi a tre linee tutte vostre?

Federica – Finita l’università ci siamo messe in cerca di lavoro, io e Arianna avevamo già l’idea di creare qualcosa di nostro. La proposta è arrivata con Eco&You che ha deciso di lanciarci il guanto di sfida: creare un brand che rendesse industriali i nostri progetti. Ed è una sfida che abbiamo accolto molto volentieri.

Perché è stata una sfida?

Federica – Beh, innanzitutto dovevamo creare qualcosa di bello, allo stesso tempo solido, resistente, adatto ai bambini, un qualcosa di interattivo che potesse sviluppare le loro capacità cognitive. Sa noi siamo molto legate al metodo Munari e al metodo Montessori che poi abbiniamo all’arredo e solo il cartone può darti certe possibilità. Infondo sono capaci tutti a fare un piano in legno. Il cartone invece è una sfida, deve essere a tenuta di bambino ma allo stesso tempo divertente, deve essere colorabile e non pericoloso.

Leggi la seconda parte dell’intervista 

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